Riceviamo e pubblichiamo
di Flavio Tosi
“Forza Italia è un partito in grande e costante crescita. Basta solo vedere i risultati elettorali degli ultimi anni: in Veneto siamo passati dal 3,5 delle Regionali del 2020 al 9% delle Europee del 2024. In queste elezioni Regionali arriveremo abbondantemente in doppia cifra. Ci siamo radicati fortemente sul territorio, con donne e uomini che sono amministratori locali apprezzati e conosciuti. E stiamo allargando la base giovanile, perché i giovani sono già il presente e non solo ovviamente il futuro. Fi sarà ben rappresentata in Consiglio regionale e tornerà dopo cinque anni di assenza in Giunta: significa che incideremo sull’agenda del Veneto dei prossimi anni. L’elettorato ci segue perché vuole fatti, serietà e pragmatismo. Non populismo. E Forza Italia in tal senso è l’equilibratore del centro destra, portiamo moderazione e competenza. Siamo una forza liberale, riformista, europeista e atlantista. Mettiamo al centro il ceto produttivo, l’impresa e il lavoro. Meno tasse e più libertà è da sempre il concetto che abbiamo nel dna. Una libertà che si misura anche con una forte spinta autonomista per il Veneto, non a parole o slogan, non con l’ideologia, ma con le azioni concrete e realistiche. Fi è il partito che con una proposta di legge regionale ha permesso il referendum del 2017 e siamo l’unico partito a richiamare espressamente l’autonomia nel simbolo. Forza Italia ha lo sguardo largo, vuole allargare un consenso di area, mobilitare l’elettorato moderato e pragmatico”.
Le priorità dei prossimi cinque anni in Regione? La sanità, sistemare alcune cose che non vanno in quell’ambito, che è ancora eccellenza nei grandi interventi, ma ha lacune e ritardi nel quotidiano. Mi riferisco in particolare alle liste d’attesa, perché quello è il grande problema. Lì servono investimenti sia con il pubblico che con il convenzionato, comprare le prestazione in modo da garantire cure nei tempi giusti a tutti i cittadini, altrimenti costretti a pagare o a dover rinunciare. Poi va sviluppata la medicina territoriale, perché c’è una carenza terribile di medici di base. L’altro grande obiettivo è sburocratizzare la Regione, che in materia di ambiente, urbanistica, edilizia e agricoltura ha delle norme piuttosto lente e lunghe e questo disincentiva gli investimenti, e mette in difficoltà imprenditori, cittadini e famiglie”.
Flavio Tosi
europarlamentare



























