Era il 14 novembre 1985 e nel bunker al pian terreno del Policlinico di Padova si compie un evento straordinario che di colpo fa compiere alla cardiochirurgia un salto che annulla 17 anni di ritardo, da quando il cardiochirurgo sudafricano Barnard ha effettuato il primo trapianto di cuore al mondo. Artefice della notta padovano un altro immenso cardiochirurgo, il professor Vincenzo Gallucci di appena 50 anni. Sul tavolo operatorio un falegname di Vigonovo, in provincia di Venezia, Ilario Lazzari. Il suo cuore nuovo arriva da Treviso, dal petto di un ragazzo di appena 18 anni, vittima con il suo motorino Ciao, il più ambito dai ragazzi dell’epoca, di un incidente stradale mortale. Il nostro direttore, Gianfranco Natoli, ha scritto un libro, “Vincenzo Gallucci, l’uomo, la scienza, il coraggio” stampato dall’Editore Tipografia Moderna di Montagnana. Il volume è stato presentato, proprio venerdì 14, nella sala Koch di palazzo Madama a Roma, sede del Senato della Repubblica Italiana, alla presenza di un centinaio di ospiti. Tra questi il professor Gino Gerosa, attuale direttore del Centro di Cardiochirurgia di Padova, in titolato proprio al professor Gallucci, e di molti dei familiari del professor Gallucci, come il figlio primogenito Stefano e Leonardo, uno dei sette nipoti.
























