MARTEDI 28 APRILE ORE 17.15
SALA ROSSINI DEL CAFFE’ PEDROCCHI
Sarà presentato martedì 28 aprile dalle ore 17.15 nella sala Rossini del Caffè Pedrocchi, il volume l’Orologio degli Orologi che gli autori Roberto Lamon e Gianfranco Natoli hanno realizzato per celebrare una delle opere che maggiormente hanno contribuito a magnificare Padova in tutto il mondo. Relatori, oltre ai due Autori, Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune di Padova, il senatore Antonio De Poli e Giorgio Ronconi, direttore della rivista Padova e il suo territorio. Interventi di Andrea Bruttocao, presidente del Lions Piove di Sacco, Filippo Fornasiero officer service e di Gino Gerosa assessore alla Sanità Regione Veneto. La pubblicazione del libro ha permesso, attraverso una donazione dei Lions, di supportare progetti innovativi realizzati dalla Cardiochirurgia di Padova in occasione dei quarant’anni del primo trapianto di cuore realizzato dal professor Vincenzo Gallucci.
L’orologio astrario di Jacopo Dondi, il primo mai realizzato al mondo e oggi posto sulla torre che domina piazza dei Signori a Padova, nasce nel 1344, quando Ubertino da Carrara commissiona a Jacopo Dondi la costruzione di un meccanismo che avrebbe dovuto abbellire e rendere unica la sua personale Reggia. Per questa mirabile opera Jacopo Dondi è chiamato dallOrologio, nome che spettò poi a tutti i membri della sua famiglia. La Padova del Trecento si distingue come una città aperta ai grandi fermenti culturali dell’epoca sia in campo pittorico, con la presenza di Giotto e di tanti altri prestigiosi artisti, sia in campo scientifico, con figure di alto rilievo come lo stesso Jacopo e il figlio Giovanni, ambedue medici, astronomi e meccanici, anticipatori di un’autentica rivoluzione della scienza e della tecnica. Il primo orologio pubblico finisce distrutto nel 1390 in seguito alla guerra tra i Visconti e Francesco Novello da Carrara. A far nascere l’idea di realizzare in città un nuovo orologio, stavolta astrario, contribuiscono le ragioni di pubblica utilità e di orgoglio civico, ma anche il forte interesse per la scienza astronomica e astrologica, fondamentali per la cultura dell’epoca per conoscere le influenze celesti sui destini delle persone. Oltre alle ore, il nuovo orologio doveva segnare anche i giorni e i mesi dell’anno, il corso del Sole lungo i segni dello Zodiaco, le fasi della Luna e le congiunzioni astrali, utilizzate per conoscere gli influssi delle stelle sul destino delle persone, secondo lo spirito di un’epoca in cui l’astrologia governava ogni momento della vita umana.
L’inaugurazione avvenne il 13 giugno 1437, in occasione della festa annuale di Sant’Antonio. La novità del complesso meccanismo, che arrangiava insieme indicazioni astronomiche e orarie, fu tale da suscitare l’ammirazione di tutti. Padova così diventò l’unica città del Veneto a dotarsi di un orologio astronomico pubblico, poiché anche il famoso orologio della Torre di Piazza San Marco a Venezia fu costruito più tardi, tra il 1493 e il 1499.
Roberta Lamon e Gianfranco Natoli, grazie anche alle splendide foto di Matteo Danesin, hanno ripercorso un vicenda dove è possibile trovare fascino, splendore, magnificenza, ma anche genio, passione e sapere, distruzione e ricostruzione, desiderio di dare vita a quel rinascimento padovano che così lungamente e mirabilmente si è confrontato con quello più famoso, quello fiorentino.
L’assessore Colasio al termine della presentazione consegnerà una targa a Elena Zotti Danesin, moglie di Matteo Danesin, in memoria del geniale fotografo padovano recentemente scomparso. Un modellino funzionate dell’orologio di piazza dei Signori sarà invece donato dai Lions Piove di Sacco al Comune di Padova.























